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L’8 giugno 2017 alle ore 18:30 Ugo Bertotti ha presentato a Palermo, presso San Lorenzo Mercato, il suo reportage a fumetti Vivere e ne ha discusso insieme al Prof. Bruno Gridelli, Vice Presidente di UPMC International ed ex Direttore dell’ISMETT IRCCS.  Ha moderato Elvira Terranova, giornalista di ADN Kronos.

Vivere (edizioni Coconino Press-Fandango) affronta il tema difficile dei trapianti e delle donazioni di organo ispirandosi ad avvenimenti realmente accaduti all’ISMETT IRCCS di Palermo, centro di eccellenza nel settore dei trapianti e delle terapie ad Alta Specializzazione nato dalla collaborazione tra UPMC e la Regione Siciliana. Bertotti racconta una storia vera, semplice eppure straordinaria, di una tragedia che si trasforma in speranza. Una buona notizia, di quelle che non fanno rumore. Uno storia raccontata sottovoce da una graphic novel che ci interroga, parla al cuore, accende una scintilla nel buio dell’indifferenza e dei pregiudizi.

Selma è una profuga palestinese, scappata dalla Siria con il marito e i suoi due figli alla ricerca di una vita migliore. Durante il viaggio su un barcone, insieme ad altri migranti che come lei fuggono dalla guerra, Selma subisce un grave trauma alla testa. Quando arriva a Siracusa, è in fin di vita e i soccorsi non possono più fare nulla per lei. La sua famiglia, con il supporto di un medico nefrologo palestinese che lavora nell’ospedale della città siciliana, decide di autorizzare la donazione degli organi. Tre persone italiane, che da tempo aspettavano il trapianto, ricevono così da Selma il regalo più prezioso: la vita.

Il Prof. Bruno Gridelli, ex direttore dell’ISMETT, Vice Presidente di UPMC International e esperto nel trapianto multiorgani, ha curato la postfazione del libro ‘Vivere’ di Ugo Bertotti e racconta i rapporti con i pazienti riceventi “Il più delle volte si crea un rapporto con loro ma non percepiamo lontanamente cosa voglia dire vivere in attesa di un trapianto. Ne parliamo e sappiamo che è una sofferenza. Molte delle persone che vengono raccontate nel libro le conoscevo ma non sono mai stato dall’altra parte, mentre Ugo Bertotti lo ha saputo raccontare”. “È stata un’esperienza che mi ha aiutato a capire di più quello che faccio – dice Gridelli – Credo che se c’è una cosa che ho capito invecchiando è che ognuno di noi vuole la stessa cosa: invece di concentrarci sulle differenze è meglio concentrarsi su ciò che ci accomuna e questo emerge dal libro”.

Molto commovente l’intervento di Hasan Awadk, il medico che si occupò di Selma: “Tra noi due si è instaurato un rapporto speciale – racconta emozionato – Il momento più difficile è stato quando ho dovuto dire ai familiari che non c’era più attività cerebrale e se volevano donare gli organi di Selma. Una vicenda umana che non dimenticherò mai”.

Per raccontare la storia di Selma, Ugo Bertotti ha raccolto le testimonianze dei familiari, di chi l’ha conosciuta, dei medici dell’ISMETT e ha parlato con le tre persone che grazie a Selma sono tornate a Vivere. “La vecchia idea mia e del professor Gridelli era di fare qualcosa sulla donazione – racconta l’autore Bertotti – Poi nel 2014 ci siamo sentiti e lui mi propose questa storia avvenuta a Siracusa, la storia di Selma che aveva donato i suoi organi. Di per sé l’argomento per chi fa fumetti non è facile. In genere, chi fa fumetti è una persona che lavora da sola. E di solito nei fumetti ci sono super eroi. Ma quando si entra in una storia del genere, la cosa più bella e interessante è la possibilità e la prospettiva che ti danno delle persone che ti raccontano le loro vite”. “Io faccio un patto con chi mi racconta le cose ma poi le interpreto – dice ancora Ugo Bertotti – ma cerco sempre di rispettare ciò che mi è stato raccontato”.

Il libro di Ugo Bertotti invita alla riflessione su un tema delicato e si fa portavoce della causa della donazione di organi, unendosi alle molte campagne di sensibilizzazione realizzate negli ultimi anni dal Ministero della Salute. I dati 2016 sui trapianti in Italia sono molto incoraggianti: sono stati effettuati 3.736 trapianti, la cifra più elevata mai registrata a livello nazionale. Anche le donazioni da vivente, che avevano già registrato nel 2015 un incremento del 20,4%, sono aumentate.  Tuttavia, la disparità tra necessità e disponibilità di organi rimane ancora un grave problema.

All’ISMETT IRCSS di Palermo, vengono applicate tutte le tecniche che consentono di ridurre questa disparità e, in particolare, lo “split liver” (il fegato di un donatore viene diviso tra due riceventi) e il trapianto da donatore vivente, di cui ISMETT ha la maggiore esperienza in Italia. I risultati di ISMETT, consultabili sia sul sito dell’ospedale che su quello del Centro Nazionale Trapianti (CNT), sono tra i migliori a livello nazionale e internazionale.

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È la divisione italiana della University of Pittsburgh Medical Center. A Palermo gestisce l’Istituto
Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT IRCCS) ed è membro fondatore della Fondazione Ri.MED per la realizzazione del Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica (CBRB). A Roma ha creato il Centro di Radioterapia ad Alta Specializzazione UPMC San Pietro FBF e a Chianciano Terme ha realizzato l’UPMC Institute for Health, un centro per la cura e la medicina preventiva.

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UPMC è un’azienda sanitaria integrata con sede principale a Pittsburgh, Pennsylvania. Grazie alle sue elevate competenze cliniche, gestionali, di ricerca e formazione, UPMC è tra i sistemi sanitari leader negli
Stati Uniti.

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